ECONOMY

La svolta epocale nella finanza: orientarsi tra tassi d'interesse, volatilità e credito in un'era di inflazione persistente

Di Antonio Velardo · · 5 min di lettura
La svolta epocale nella finanza: orientarsi tra tassi d'interesse, volatilità e credito in un'era di inflazione persistente — Antonio Velardo

In un’epoca in cui il termine austerità sembra essersi dissolto negli archivi della storia economica, lo spettro dell’inflazione persistente torna alla ribalta. Stiamo assistendo a un mondo in cui la spesa pubblica e la spesa globale crescono a un ritmo senza precedenti, portandoci in una nuova fase economica che richiede la nostra attenzione.

Mentre la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea (BCE) fanno i conti con un’inflazione persistente, i tassi d’interesse sono destinati a salire. Entrambe le istituzioni dovranno proseguire i rialzi, superando forse addirittura il 6%, per tenere sotto controllo l’inflazione. Con i consumi e la ristorazione in forte espansione nell’Eurozona, il Regno Unito rappresenta un caso a sé, alle prese con sfide del tutto peculiari.

La vera preoccupazione è che le politiche monetarie rapide e generose adottate in risposta all’attuale situazione economica possano gettare le basi per crisi future. È solo questione di tempo. I tassi d’interesse a breve termine da soli non bastano a creare condizioni finanziarie più restrittive. La maggior parte dei vecchi mutui ha bloccato tassi favorevoli. Questo contesto potrebbe persino favorire un carry trade, con i tassi a breve termine superiori a quelli a lungo termine, dando origine a una “curva dei rendimenti invertita”.

La chiave per orientarsi in questo cambiamento sta nel comprendere il Quantitative Tightening. Le banche centrali cercano di “rompere il sistema” lentamente, con rialzi graduali dei tassi, evitando la necessità di salvataggi anticipati del mercato. A meno che le cose non crollino del tutto, non sono previsti tagli immediati dei tassi.

Proiettiamoci in un futuro con un possibile tasso d’interesse al 5% nei prossimi anni. Questo scenario imporrebbe un importante riprezzamento di numerosi asset finanziari, un cambiamento che non si è ancora verificato. È opportuna la cautela.

Ora, se immaginiamo una traiettoria in cui il rendimento del decennale si dirige verso il 4-4,5%, possiamo prevedere un’impennata della volatilità di mercato. Questo aumento avrebbe ripercussioni su vari settori, in particolare quelli fortemente dipendenti da tassi d’interesse favorevoli per il finanziamento, i REIT e le società tecnologiche. Se il mercato si rifiuta di tornare verso la media, le politiche e i modelli di business esistenti dovranno probabilmente essere rivisti a fondo per sopravvivere.

Il credito è un altro ambito che richiede un’attenta analisi. Pur essendo stato relativamente stabile, prevedo un aumento dei tassi di insolvenza nei prossimi mesi. Non prevedo un’impennata a doppia cifra, ma una certa pressione è innegabile. In un simile contesto, i titoli di Stato non offrono uno spread interessante, risultando meno appetibili.

In termini di opportunità d’investimento, alcune aree del settore del credito appaiono promettenti. Ad esempio, i settori difensivi ad alto rendimento in Europa potrebbero offrire valore, anche se occorre agire rapidamente, poiché le opportunità possono essere effimere. Anche le banche rappresentano una prospettiva interessante. Tuttavia, invito alla cautela e raccomando di posizionarsi contro alcuni REIT e SPV tecnologiche, che potrebbero faticare in questo contesto in evoluzione.

È consigliabile preservare una solida riserva di liquidità. I titoli di Stato (Treasury) e le obbligazioni finanziarie di alta qualità sono scelte potenzialmente valide, offrendo un ulteriore livello di protezione contro la volatilità. In caso di aumento della volatilità, ci si attende che i portafogli ben diversificati se la cavino meglio.

L’attuale situazione finanziaria globale sta passando da un contesto di bassa inflazione a uno strutturalmente più elevato. In un simile scenario, le obbligazioni private potrebbero trovare sostegno da parte degli enti governativi. Tuttavia, con un’inflazione alle stelle, la libertà di tagliare i tassi d’interesse con la stessa disinvoltura del passato si sta riducendo. È fondamentale non ricorrere a una leva eccessiva, restare investiti e prendere decisioni ponderate e prudenti in questi tempi difficili.

In sintesi, per quanto il contesto di mercato sia indubbiamente arduo, è ricco di opportunità per chi sa navigare nella tempesta. Quest’epoca richiede prudenza, capacità di adattamento e un occhio attento ai trend in evoluzione. Proteggersi dalla volatilità e dalle valutazioni sfavorevoli è essenziale, così come individuare potenziali aree di crescita. Questa marea che cambia può essere impegnativa, ma è anche un momento di crescita ed evoluzione per gli investitori accorti.

Alla luce di queste condizioni di mercato e dei potenziali rischi, come professionista degli investimenti vorrei delineare quattro strategie principali che prenderei in considerazione per un portafoglio ben bilanciato. Ciascuna posizione mira a mitigare i rischi e a cogliere le potenziali opportunità in questo panorama economico in trasformazione.

  1. Settori difensivi ad alto rendimento in Europa: potrebbero esservi sacche di opportunità in questi settori. Ci si attende che offrano rendimento in un contesto incerto.
  2. Titoli di Stato e finanziari di alta qualità a scopo protettivo: sono visti principalmente come misure difensive contro potenziale instabilità e volatilità. Non ci si attende che offrano rendimenti significativi, ma piuttosto che garantiscano sicurezza e stabilità al portafoglio.
  3. Posizioni corte su REIT e modelli di business tecnologici instabili: ci si attende uno scossone del settore a causa dell’aumento dei tassi d’interesse. Posizioni corte sia sui fondi d’investimento immobiliare (REIT) sia sulle aziende tecnologiche, in particolare quelle con modelli insostenibili e proiezioni di free cash flow di lungo termine discutibili, potrebbero fungere da copertura contro potenziali ribassi in questi settori.
  4. Mantenere riserve di liquidità: le riserve di liquidità sono fondamentali per la flessibilità, poiché consentono di reagire rapidamente ai cambiamenti del mercato. Offrono inoltre una rete di sicurezza in caso di turbolenze di mercato impreviste.

Ricordate: in questo contesto volatile, è essenziale non sovraesporre le posizioni. Pur essendoci potenziali opportunità, è cruciale avere i mezzi per restare investiti senza rischiare un’esposizione eccessiva.

Pubblicato originariamente su Medium